Taccia, 1962

Taccia è caratterizzata da un design totalmente innovativo: la sua forma è fuori da ogni schema, la sua figura, tozza ma delicata non è simile a nessuna altra lampada. La base in acciaio scanalato ricorda un’antica colonna in stile dorico e contiene la fonte della luce, il corpo è in alluminio verniciato nero opaco oppure anodizzato in argento, il diffusore, nella versione originale, era stato progettato in materiale plastico. Ma il calore sprigionato dalla luce ne provocava la deformazione, e per questo, Flos, decise di optare per un diffusore in vetro trasparente con riflettore in alluminio.

 

Toio, 1962

Toio è la storpiatura di Toy, giocattolo in inglese, e il riferimento è agli Stati Uniti, luogo da cui fu importato, all’epoca, il fanale d’automobile che caratterizza questa lampada da terra. La base è in acciaio così come la struttura costituita da profilati in acciaio verniciati in vari colori disponibili. Lo stelo è in ottone con sezione esagonale e grazie al movimento telescopico può essere regolato in altezza. Il risultato d’insieme è una figura slanciata e austera, ma sdrammatizzata sia dal colore della base che dal fanale.

Arco, 1962

Arco è stata una rivoluzione, perché è stata la prima lampada ad arco mai realizzata. L’intenzione era avere una luce dall’alto che non fosse una sospensione e questo all’epoca sembrava follia irrealizzabile. Occorreva un’idea progettuale forte, soprattutto per controbilanciare il peso dello stelo, necessario a creare l’altezza necessaria a portare la luce dall’alto verso il basso. Ed è qui che si inserisce la base in marmo: alto e stretto, in modo da essere abbastanza pesante (65kg) per fare da contrappeso, ma non ingombrante. Ad esso è ancorato l’arco, telescopico, per una maggiore versatilità, in acciaio inossidabile.
E poi c’è il riflettore orientabile e regolabile in alluminio stampato, lucido e zapponato. Arco, è presente nella collezione permanente della Triennale di Milano e del Moma di New York ed è stata, nel 2007, il primo progetto di design a cui è stato riconosciuto il diritto d’autore e a ragione: si tratta, infatti, di una delle più imitate.

Snoopy, 1967

Concludiamo con Snoopy, la lampada da tavolo disegnata dai fratelli Castiglioni avendo in mente la sagoma del celebre cagnolino creato negli anni ’50 dalla mente di Charles M. Schulz. L’ispirazione giocosa è bilanciata dalla scelta di materiali dall’aspetto sobrio: il marmo di Carrara della base e il riflettore in metallo verniciato. All’epoca della sua progettazione, una delle innovazioni che presentava era il regolatore di luce dal minimo ingombro. La lampada è caratterizzata da un’asimmetria, determinata dalla base, obliqua rispetto al piano. È una lampada che si adatta facilmente a vari ambienti della casa, dal salotto alla camera da letto.